gezire sikilia

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La Sicilia nella geografia di al-Idrīsī al-Idrīsī, Abū́ ‘Abd Allāh Muhammad ibn Muhammad ibn ʹAbd Allāh ibn Idris al-Hammūdīal-Hasanī noto anche col il nome ash-Sharīf al-Idrīsī o ash-Sharīf as-Siqillī (il Siciliano) e in Sicilia e in Francia come Edrisi , discendente dalla famiglia principesca degli Hammūditi che aveva regnato a Malaga, nacque con gli occhi aperti , e tanta voglia di dimostrarlo, probabilmente a Ceuta (Marocco – Stretto di Gibilterra) o forse a Mazara del Vallo attorno al 1099. Curioso del mondo e delle scienze studio farmacologia e botanica a Cordova . Dedicatosi poi ai viaggi visito la Spagna, la Francia meridionale, l’Africa settentrionale e l’Asia Minore. Nel 1139, non si sa bene se per sua iniziativa o su invito, venne in Sicilia e nella corte del gran normanno re Ruggero II di Sicilia (1129-1154) aperto alla sintesi delle culture greca, latina e araba e si ritaglio quello spazio che la sua ambizione e le sue conoscenze gli consentirono. E su ordine di re Ruggero II, raccolse da libri, da viaggiatori di diversissime origini e dalle sue personali esperienze notizie sui paesi del mondo intero per incidere su una grande lastra d’argento del peso di 150 kg la carta geografica del mondo allora conosciuto compresi paesi a quel tempo inesplorati come quelle regioni che formano ora la Finlandia e l’Estonia. E il tutto illustro in un libro dal titolo Kitāb nuzhat al-mushtāq fi ikhtirāq alāfāq (Lo svago per chi si diletta di girare il mondo) famoso nel mondo arabo con il titolo Kitāb Rugiār (Il libro di Ruggero). Porto a termine la sua opera in 15 anni di applicazione nella prima decade del gennaio 1154 poco prima che Ruggero II morisse. In seguito redasse una seconda versione (andata perduta) per il nuovo re Guglielmo II (1154-1166) col titolo Rawў al-uns wa nuzhat an-nafs (Giardino di diletto e svago dell’anima) e una terza versione,conservata in un manoscritto di Costantinopoli, per uno sconosciuto alto personaggio arabo col titolo Rawў al-furac wa nuzhat al-muhac (Giardino di divertimenti e svago degli spiriti), conosciuta come il Piccolo Idrisi, abbreviata ma corredata di 73 mappe, sotto forma di atlante, nella quale la indicazione delle distanze da luogo a luogo sostitui la descrizione dei paesaggi, dei monumenti e dei prodotti che caratterizzava la prima edizione pervasa da una ripetitiva ridondante ed estrosa prosa araba a tributo per il mecenatismo del re normanno. Appare certo che al-Idrīsī abbia visitato la Sicilia “perla del secolo per abbondanza e bellezza” impareggiabile sulla terra per numero di paesi e prosperita di terre. Un primo viaggio lo vide volgere da Palermo (“bella e immensa…, la piu vasta ed eccelsa metropoli del mondo”) in senso orario verso Messina (“gran meraviglia, rinomata in tutto il mondo”), la costa jonica con Taormina gia albergo di “carovane e comitive”, Catania “bel paese” dagli splenditi palazzi”, Siracusa “illustre e rinomata fortezza”. E dopo Capo Passero la costa che guarda il mare Africano, e la rocca di Scicli, Ragusa, Butera e Licata, Girgenti dai palazzi altissimi e dai superbi avanzi. Sciacca, Mazara dalle “mura alte e forti, palagi ben acconci e puliti, vie larghe, stradoni, mercati zeppi di merci”. Poi Marsala e Trapani (la Tarabunush o Atrabinis dei Musulmani) “dal comodo porto”, dove copiosa e la pesca del tonno e del corallo e una salina e situata davanti alla sua porta. E poi Castellammare, Partinico. E ancora l’entroterra: Castrogiovanni (Enna)”il piu forte dei paesi che Dio ha creati”, Caltagirone, Ragusa e i Peloritani. E un nuovo periplo dell’isola, questa volta in senso antiorario. “Abbiamo descritto, forse per bene, tutto questo paese. Qui poniamo fine al nostro dire intorno a questo compartimento : e ne sia lode a Dio”. Pare che al-Idrīsī abbia lasciato Palermo in seguito ad una sommossa antimusulmana nel 1161 nel corso della quale la lastra d’argento con il planisfero, predata, venne fusa. Mori nel 1165 non si sa bene se in Sicilia o a Ceuta dove sarebbe rientrato. Manca una edizione del testo arabo completo. Si ha una traduzione italiana delle parti piu interessanti nel 1883 a cura di M.Amari e C. Schiapparelli. Parziali sono le versioni francesi di R.Dozy e M.J.de Goeje del 1866 e di O.J.Tallgren-Tuulio del 1930. Una traduzione dell’opera completa si ebbe da A.Jaubert tra 1836-1840, inficiata di errori.(1a ediz. Italiana del capitolo sulla Sicilia nella traduzione di D. Macri nel 1764). Un compendio arabo e stato stampato a Roma nel 1592 poi tradotto in latino nel 1619 e pubblicato col titolo, dovuto ad un equivoco, di Geographia Nubiensis. Il testo arabo e la versione latina della parte riguardante la Sicilia di questo compendio sono state pubblicate nel 1790 a cura di R. Gregorio. Piu recentemente: Il libro di Ruggero, traduzione di Umberto Rizzitano, Palermo 1966 con 4 tavole f.t. tra cui una carta geografica dell’antica Sicilia. Una edizione critica Opus geographicum sive Liber ad eorum delectationem qui terras peregrare studeant a cura, tra gli altri, di F. Gabrieli e U. Rizzitano, Napoli – Roma 1970-1978.